@import url(\'https://fonts.googleapis.com/css?family=Raleway:400,400i,700&subset=latin-ext\'); La processionaria: un pericolo per noi e per i nostri animali – Clinica Veterinaria i Ronchi

La processionaria: un pericolo per noi e per i nostri animali

Tassonomia
La processionaria (thaumetopoea pityocampa) è un insetto dell ordine dei lepidotteri. Si trova sopratutto nelle regioni temperate del bacino mediterraneo (EuTagliaropa meridionale, Africa settentrionale)…

Oltre ad essere pericoloso per persone ed animali è estremamente distruttiva per le piante sulle quali depone le proprie uova, di solito (pino nero e pino silvestre) e quercia (quercus robur e quercus peducolata) e raramente larici, cedri castagni e faggi.

Indicazioni terapeutiche
In entrambe le situazioni, l intervento tempestivo con abbondanti lavaggi della zona colpita, puo rallentare l aggravarsi della conidzione clinica.
in caso di lesioni ad animali rivolgersi nel piu breve tempo possibile al medico veterinario curante, che provvederà ad impostare le corrette terapie mediche.

Ciclo vitale
Gli insetti adulti, farfalle dalle ali grigie con striature scure, emergono dal terreno durante i mesi caldi e a seguito dell’accoppiamento depongono le uova in caratteristici  “bozzoli cotonosi” ancorati   alla porzione terminale dei rami delle sopra citate piante. Ogni farfalla depone dalle 70 alle 700 uova che schiudono dopo circa 4 settimane.

All’inizio del periodo caldo le uova si schiudono e le larve, dapprima verdi poi marroni, si ricoprono di peli urticanti su tutto il corpo ed iniziano la discesa verso il terreno. Una volta scesi dalle piante, in una caratteristica processione (da cui il nome) si impupano nel terreno e rinascono farfalle alla fine dell’estate. La vita delle falene è di circa 2 giorni, giusto il tempo di accoppiarsi e deporre le uova.

Rischi per l’uomo e i nostri amici
Le larve migranti di processionaria possono essere estremamente pericolose per uomo ed animali per via dei loro peli urticanti.
Soprattutto i cani annusando il terreno ed i cavalli brucando l’erba possono entrare in contatto con i peli urticanti che ricoprono l’insetto.
Solitamente le prime reazioni sono intenso prurito e vistoso aumento della salivazione dovuta all’infiammazione violenta a carico della bocca. Possono poi seguire ipertermia, tachipnea, affanno respiratorio, cianosi, edema e necrosi della lingua e delle labbra, congiuntivite. Se l’animale non inghiottisce l’insetto i danni rimarranno locali, nel caso in cui invece l’insetto venga ingerito i danni necrotici potrebbero estendersi all’intero apparato gastro enterico.
Nell’uomo in genere le lesioni sono prevalentemente di pertinenza cutanea per contatto diretto con comparsa di aree eritematose e papulose, associate a prurito e lieve dolore locale.

Indicazioni terapeutiche
In entrambe le situazioni , l’intervento tempestivo con abbondanti lavaggi della zona colpita, può rallentare l’aggravarsi della condizione clinica.
In caso di lesioni ad animali rivolgersi nel più breve tempo possibile al medico veterinario curante, che provvederà ad impostare le corrette terapie mediche.